Rialzi diffusi per latte, cereali e settore avicolo

07/09/2026

AVICUNICOLI E UOVA: settimana positiva per il comparto avicolo. Per il pollo, è stato registrato un aumento dei prezzi dovuto a due fattori principali: la presenza di pesi leggeri e una domanda solida per filetti, cosce e busti. Per quanto riguarda le galline, si è evidenziato un recupero di 3 centesimi sia per le rosse che per le livornesi, un aumento legato alla scarsa disponibilità di prodotto sul mercato, piuttosto che alla domanda di macellato, la quale risulta ancora contratta a causa delle alte temperature. Quotazioni delle uova in aumento di 10 centesimi. Nel comparto del coniglio, rilevato un incremento di 20 centesimi a causa della disponibilità limitata e di un cambiamento stagionale. Per tutti gli altri articoli del settore, trend positivo ma quotazioni invariate.

UVE E VINI: completato il listino delle uve, quotando il Bardolino tra 40 e 50 centesimi al chilo, sia per la zona DOC che per la zona classica. Il Soave è stato quotato tra 40 e 45 centesimi, con un calo nella zona classica, che scende tra 55 e 65 centesimi rispetto ai 60-70 centesimi dell'anno precedente. Per il Garganega, il Bianco delle Venezie e il Bianco Garda, le quotazioni sono comprese tra 30 e 35 centesimi, valori ritenuti insufficienti a coprire i costi di produzione, situazione su cui i consorzi stanno lavorando. Sono stati inoltre quotati il Cabernet Sauvignon tra 40 e 45 centesimi e il Bianco Verona tra 25 e 30 centesimi. Complessivamente la vendemmia sta procedendo bene, con una qualità e sanità delle uve eccellenti, sebbene le rese siano modeste e le uve si presentino molto disidratate. Nonostante il potenziale qualitativo elevato, gli umori del mercato non sono positivi a causa delle quotazioni di mercato che, in molte denominazioni, non soddisfano le aspettative dei produttori.

CASEARI: continua la richiesta di siero industriale raffreddato, spinta dal mercato degli integratori per attività sportive, che altera il valore reale del prodotto e rende difficile la reperibilità della materia prima per la produzione di ricotta. Il prezzo del latte crudo alla stalla per prodotti DOP è stato aumentato di 20 centesimi, con operatori che arrivano a pagare fino a 54 centesimi per il latte spot. Si segnala un rialzo per il latte nazionale, mentre i prodotti esteri faticano a inserirsi nel mercato; inoltre, si è invertita la tendenza per la materia grassa con una diminuzione del prezzo della panna sia nazionale che estera.

CEREALI: rilevati aumenti tra 5 e 8 euro alla tonnellata sia per il grano che per il mais. Di conseguenza, i prodotti derivati dalla macinazione hanno subito ritocchi al rialzo: le farine di grano aumentano di 10 euro, quelle di mais di 15 euro, e anche tutti i sottoprodotti della macinazione del grano risultano in crescita. Il mercato dei foraggi risente della siccità nel Nord Europa e in Spagna, con le stalle tedesche che acquistano fieno ed erba medica in Italia, portando a costanti aumenti di prezzo. Per i semi oleosi, è stata quotata per la prima volta i semi di girasole nazionale alto oleico con valori superiori all'anno precedente, mentre gli oli vegetali segnano un leggero calo. Le farine di estrazione, inclusi colza, girasole e soia, hanno registrato aumenti tra 5 e 10 euro. . L'erba medica disidratata pellet ha registrato un aumento di 5 euro, mentre le farine animali proteiche e i grassi segnano rincari tra i 150 e i 200 euro. Sebbene il mercato fatichi ad accettare tali numeri, la necessità di coprire il fabbisogno della mangimistica e della molitoria fa prevedere una crescita della domanda per ottobre. Complessivamente mercato ancora in tensione, con il mercato di Chicago chiuso in attesa di eventuali correzioni.