Prezzi in aumento per uova, semi di soia e panna, mercati pesanti per latte e grassi animali.
VINI: è stata rimossa dal listino la voce relativa all'Amarone 2021 per esaurimento scorte, ma i prezzi restanti sono stabili e i vini bianchi continuano a vendere meglio dei rossi, che sono più lenti. Le annate più giovani di Valpolicella stanno soffrendo a causa della maggiore disponibilità di annate mature e diverse qualità sul mercato, a differenza di anni precedenti quando la domanda superava l'offerta. Lieve sofferenza per il Ripasso che risulta strettamente collegato al Valpolicella col rischio di subirne gi andamenti di prezzo.
AVICUNCICOLI E UOVA: i mercati del pollo, del tacchino, delle faraone, dell'anatra, dei galletti Golden e delle galline si sono stabilizzati, mantenendo valori invariati. L'unica eccezione del listino settimanale sono state le uova, dove la disponibilità inferiore rispetto alla domanda ha portato a un ulteriore aumento di 10 centesimi, confermando una limitata disponibilità in tutta Italia. Il coniglio ha mantenuto il valore invariato, sebbene il mercato sia instabile.
CASEARI: il settore lattiero-caseario continua a mostrare pesantezza nei prezzi del siero che risulta in diminuzione. Sono state apportate rettifiche al ribaso sui prezzi di Provolone Valpadana e del Monte Veronese stagionato. Nonostante le indicazioni ministeriali su un prezzo minimo alla stalla per il latte a febbraio, i listini sono rimasti invariati in linea con il mercato attuale, che si attesta intorno ai 500 €/tonnellata. Per quanto riguarda il latte spot, c'è stata una riduzione del prezzo massimo per lo spot nazionale, mentre il latte tedesco ha perso ulteriori 5 €. Al contrario, la panna è in crescita poiché i prezzi del burro stanno lentamente riprendendosi, avvicinandosi ai valori elevati registrati prima di Natale.
CEREALI: settimana di assestamento con prezzi per lo più invariati e scambi molto bassi. Il grano è il cereale più offerto a livello globale, grazie alla scoperta di nuove giacenze e a raccolti record in paesi come l'Australia e l'India, che ha concesso l'autorizzazione all'esportazione. Il mercato del mais è piatto, mentre l'offerta di orzo è migliorata e i prezzi sono in calo dopo mesi di scarsità. I sottoprodotti della macellazione del grano sono in diminuzione, ad eccezione del cubettato, i cui prezzi stanno rimbalzando grazie alla possibilità di esportazione. Il mercato del riso continua a mostrare segni di pesantezza, con perdite da 50 a 70 € per i risoni e circa 100 € per i risi. L'unica area in tensione è quella legata al seme di soia (sia nazionali che tostati e farine), con aumenti di 10-15 € a seconda delle voci, dovuti a un possibile acquisto cinese, un rallentamento degli arrivi dal Brasile e una scarsa disponibilità tecnica del prodotto in Italia. La situazione dei grassi animali rimane difficile, con perdite di 50 € questa settimana, e il suino ha perso 60 €. Il delta tra i grassi animali e gli oli vegetali ha superato i 300 €, una differenza superiore alla norma di 190-200 €.