Rialzi per l'avicolo, prima quotazione per il mais energetico e flessioni per olio e latte

14/09/2026

UVE E VINI: le stime di resa per la vendemmia registrano un calo del 20% nella produzione a Verona a fronte di una qualità molto buona. Nella zona del Lugana si osserva un andamento favorevole con un aumento dei prezzi minimi, partiti sotto 1,50 e attestati tra 1,55 e 1,65, mentre le altre denominazioni continuano a registrare difficoltà pur confermando la buona qualità del prodotto. Segnalate notizie negative da Treviso a causa di una produzione superiore alle attese e di uno sversamento di vino bianco da tavola a prezzi molto bassi (quotato a 0,52, con arrivi a 0,40) e di qualità molto scadente, provocando un duplice danno al mercato.

AVICUNICOLI E UOVA: situazione positiva nel settore avicolo, evidenziando incrementi di due centesimi sul pollo vivo e di cinque centesimi sul pollo intero e sulle cosce, sostenuti da una buona disponibilità e da un consumo stagionalmente favorevole. Per quanto riguarda le uova e i conigli, registrati segnali di aumento rispettivamente di 10 e 20 centesimi, evidenziando una disponibilità limitata legata alla stagionalità per le uova e alla scarsità di vivo per i conigli. Inoltre, registrati movimenti di prezzo dopo mesi di stasi per il galletto Golden, il Livornese e il galletto da 750 grammi, con incrementi di cinque centesimi sul vivo e dieci sul macellato, mentre gli altri articoli restano invariati con mercato in equilibrio.

CASEARI: prezzi dei formaggi sono rimasti invariati con un prezzo alla stalla stabile, caratterizzato da una forcella ridotta tramite l'aumento del prezzo minimo e la diminuzione del massimo. Sul fronte del latte crudo spot, evidenziata una riduzione del massimo e un prezzo invariato al minimo per il prodotto nazionale, con un calo di dieci euro sul prezzo, mentre il latte biologico e il latte magro tedesco hanno registrato anch'essi un calo di dieci euro. Si evidenzia l'anomalia per cui il latte tedesco d'importazione costa meno del prodotto nazionale, azzerando l'interesse degli operatori italiani.

CEREALI: i prezzi di grano, orzo e mais mostrano un rallentamento nell'intensità degli aumenti. E' stato quotato per la prima volta il mais ad uso energetico a 175 €. Si registrano inoltre aumenti per il girasole, la colza ad uso energetico e il cotone, mentre riso e risone risultano invariati. Tra le farine, evidenziati aumenti per tutte le tipologie di grano e mais, il ritocco delle farine di colza e la stabilità complessiva della farina di soia. Forte preoccupazione del mercato riguardo alla qualità del mais nazionale, in calo di quantità e decimato dal punto di vista qualitativo soprattutto nelle zone venete, rappresentando un tema cruciale per i mesi futuri. Vengono segnalati problemi analoghi per il mais estero in arrivo dall'Austria (caso raro per quell'origine), dalla Croazia e dalla Serbia, in attesa di valutare i parametri qualitativi delle spedizioni da Brasile e Stati Uniti destinate anche all'alimentazione delle vacche da latte, per le quali il prodotto è quasi introvabile salvo quello proveniente dall'Ucraina. I consumi non elevati hanno evitato gravi problemi di approvvigionamento. I prezzi degli olii EVO nazionali, spagnoli e greci sono in calo a causa del mercato pesante e della forte concorrenza dell'olio extravergine tunisino, che costa circa la metà rispetto alle altre produzioni ed è comunemente utilizzato per il taglio. Cessta la quotazione dei 2 olii EVO denominazione di origine protetta poiché il prodotto vecchio è ormai esaurito.