Rincari per le uova mentre scendono le farine di soia e i cereali esteri

02/11/2026

Avucunicoli e uova: modifica del listino delle uova con un aumento di 10 centesimi dovuto alla forte domanda, aalla carenza di prodotto e alla stagionalità favorevole. Per il pollo, le quotazioni sono rimaste invariate mentre si gestiscono le scorie dello sciopero con macellazione di polli molto pesanti per i ritardi negli allevamenti. Il tacchino è invariato, con prenotazioni in arrivo dall'Inghilterra per la campagna natalizia che favoriscono la ripresa della fesa. Anche il coniglio ha assorbito gli aumenti delle scorse settimane.

Vini: prima quotazione per il Custoza sui prezzi dello scorso anno con tenuta del valore dovuta alla scelta del Consorzio di imporre una precertificazione tramite Sicuria per le partite di vino sfuso, eliminando i prodotti di scarsa qualità e pulendo il mercato da situazioni borderline. Si registra un avvio anticipato della pigiatura delle uve per Amarone e Recioto a causa della vendemmia anticipata di quindici giorni e delle temperature record registrate in agosto e settembre. Il processo di appassimento è avvenuto in condizioni climatiche ottimali senza piogge e con bassa umidità relativa, registrando il 99,9% di uve idonee e pochissimi scarti.

Caseari: miglioramento delle quotazioni e della richiesta di siero di latte ad uso industriale, mentre il Grana Padano risulta più pesante rispetto al Parmigiano Reggiano che mantiene le quotazioni. Sono stati registrati ribassi di 0,10 su alcune voci, mentre il Provolone Valpadana e il latte crudo di stalla sono stati mantenuti invariati nonostante un mercato pesante per il provolone. Registrata un'anomalia nelle quotazioni del latte spot, dove il latte tedesco e francese d'importazione risultano più costosi rispetto al prodotto italiano. La commissione ha registrato una diminuzione del prezzo massimo del latte spot nazionale di 5 centesimi per portarla a 475€/t, mentre sono aumentate le quotazioni minime del latte tedesco; tuttavia, arriva latte dall'Ungheria e dalla Francia a prezzi inferiori a causa della contrazione produttiva in Germania che frena le spinte sui prezzi. La panna estera, quotata inizialmente più bassa della nazionale, ha subito u rialzo delle quotazioni di 50€/t.

Cereali: grano quasi invariato eccetto il grano estero franco arrivo in calo di 2-3 punti. Per il mais, si registrano i primi segnali di un mercato pesante per tutte le voci nazionali tranne quello con 20 parti per miliardo di aflatossine, con cali anche per il mais estero franco arrivo e partenza pari a 5. I sottoprodotti della macinazione del grano sono in tensione e in aumento, ricercati dalla mangimistica per abbassare i costi nonostante l'impatto negativo sull'indice di conversione, poiché i prezzi attuali di cereali e crusca di soia causano perdite agli allevatori, mentre risi e risoni restano invariati con un leggero recupero per i sottoprodotti (mezza grana e grana verde). Il seme di soia nazionale resta invariato mentre quello estero perde 15 euro, con cali parziali anche per i tostati. Tra le farine di estrazione prima quotazione della colza nazionale con valori storicamente alti compresi tra 385 e 390 euro, e le farine di soia registrano la seconda settimana consecutiva di cali (tra 15 e 20 euro) in linea con il mercato di Chicago e la ripresa dell'euro-dollaro sopra quota 1,12. Si evidenziano preoccupazioni future tra gli operatori con l'approssimarsi della scadenza del primo gennaio per l'entrata in vigore della normativa UE sulla deforestazione, per la quale gli importatori non sono ancora pronti secondo i requisiti attuali.