Coniglio in rialzo, mais ai massimi con tensioni su farine e polpe, calo per uve Valpolicella e Amarone
AVICUNICOLI E UOVA: situazione complessivamente positiva per il settore avicolo, nonostante il listino sia rimasto invariato a eccezione del coniglio che ha fattio registrare un incremento di 20 centesimi rispetto alla settimana precedente, causato da una disponibilità limitata e da consumi in progressivo aumento. Per gli altri articoli segnalata disponibilità in linea con la domanda per il pollo, una stagionalità favorevole per il tacchino, condizioni climatiche favorevoli per i consumi di faraone, anatre e galline, e una situazione in miglioramento per le uova.
CASEARI: il settore lattiero-caseario, comprendente siero, formaggi e prezzo alla stalla, è rimasto invariato, mentre si registra un calo leggero o consistente per il latte spot intero e magro di provenienza estera, con cali maggiori provenienti da Slovenia, Polonia e Ungheria rispetto a Germania e Austria. In aumento di 50 € la panna estera.
CEREALI: il mercato del mais segna probabilmente i massimi in concomitanza con gli arrivi di navi di mais brasiliano, mentre il mercato ucraino risulta nominale, e si registra un aumento per la crusca e una forte tensione sui prezzi delle polpe di barbabietola a causa dell'estate siccitosa nel centro nord Europa. Evidenziata la pesantezza dei prezzi per gli olii extravergini da tutte le origini (Italia, Spagna, Grecia), pur mantenendo valori elevati per l'Italia in attesa di un buon raccolto. Per le farine di estrazione, segnalata carenza per la farina di colza e aumenti sensibili compresi tra 15 e 17 euro per la farina di soia, causa una temporanea carenza di prodotto, nonostante la forte liquidazione dei contratti future sul mercato di Chicago.
UVE E VINI: registrato leggero calo rispetto all'anno scorso per le uve Valpolicella, le uve Valpolicella biologiche per l'amarone e le uve amarone biologiche in cassetta, con prezzi compresi tra 0,70 e 1 euro per la Valpolicella e tra 1,70 e 2 euro per la cassetta. La produzione biologica certificata in vigneto nella Valpolicella rappresenta solo il sedici percento, mentre il resto è stato riclassificato a causa di annate fitosanitarie difficili. Non quotate le uve bianche e rosse perchè le Doc e le IGT assorbono ormai tutte le qualtità di uve disponibili.